La bellezza mozzafiato delle Alpi della Valle d'Aosta è una calamita irresistibile, soprattutto nei fine settimana estivi, quando chi vive nelle afose città della pianura – come Torino o Milano – fugge verso l'alta quota in cerca di aria fresca e sentieri da esplorare. Ma questa invasione gioiosa e necessaria per l'economia locale ha un pesantissimo rovescio della medaglia: il momento del rientro. La domenica pomeriggio, la viabilità alpina si trasforma regolarmente in un incubo di lamiere, code chilometriche e nervosismo.
Per cercare di arginare la situazione del traffico nei weekend, diventata insostenibile per la vivibilità dei piccoli comuni montani attraversati da migliaia di auto, le autorità locali hanno deciso di varare una misura eccezionale: l'istituzione di itinerari obbligatori. Questa sperimentazione avrà la sua prima, fondamentale applicazione prevista per domenica 5 luglio, la giornata da "bollino rosso" per eccellenza di inizio estate.
Ma cosa significa in pratica essere sottoposti a itinerari obbligatori? Vuol dire che, negli orari di massimo deflusso (generalmente dal pomeriggio alla prima serata della domenica), chi scende dalle alte valli per immettersi sull'autostrada o sulle statali principali non potrà più affidarsi al navigatore per "tagliare" nei vicoli dei centri abitati, ma dovrà seguire percorsi vincolanti stabiliti dalle forze dell'ordine e indicati da apposita segnaletica.
L'impatto sulla vita reale è doppio. Da un lato, protegge i residenti della Valle d'Aosta: i cittadini dei borghi di fondovalle non si ritroveranno più bloccati in casa perché l'unica strada del paese è intasata da turisti in fuga, respirando gas di scarico e subendo lo smog acustico dei clacson. Dall'altro, pur costringendo i turisti a percorsi più rigidi, promette di fluidificare il traffico generale evitando colli di bottiglia e pericolosi ingorghi nelle strettoie montane.
Se avete in programma una gita in Valle d'Aosta per domenica 5 luglio, il consiglio è semplice: non fidatevi ciecamente di Google Maps o Waze, che tendono a cercare scorciatoie inesistenti. Alzate gli occhi, seguite le indicazioni della polizia locale, mettete su un po' di musica e armatevi di pazienza. La montagna insegna la lentezza, anche quando è il momento di tornare a casa.