Alla fine hanno ceduto. Dopo anni passati a far finta di nulla, a dire che eravamo noi a non saper scrivere, i geni di Cupertino hanno finalmente ammesso il disastro. Apple pagherà un risarcimento per le sue famigerate tastiere a farfalla, quel capolavoro di ingegneria inversa che si bloccava anche solo a guardarlo. Una vittoria per i consumatori? Calma, non stappate lo spumante.
Parliamo di cifre. Si parla di un accordo da 50 milioni di dollari, una somma che per Tim Cook e soci è l'equivalente delle monetine trovate nel divano. Gli utenti che hanno dovuto sostituire più volte la tastiera potrebbero ricevere fino a 395 dollari. Chi l'ha cambiata una volta sola si accontenta di 125 dollari. Briciole, considerando il costo di quei portatili e il livello di frustrazione cosmica generato.
Ma ecco la beffa, il trucco da prestigiatore digitale. Pensate che questo risarcimento sia per tutti? Illusi. Questo accordo è il risultato di una class action legale che riguarda solo alcuni stati americani. Se siete in Italia e il vostro tasto 'A' è partito per sempre, tanti saluti. Apple non sta facendo una gentile ammissione di colpa globale, sta solo pagando per zittire un gruppo di avvocati molto arrabbiati.
Il problema tecnico di quella tastiera maledetta era noto da sempre, un disastro di design talmente palese che persino i siti specializzati lo hanno smontato pezzo per pezzo, come dimostra questa analisi impietosa. Eppure, per anni, hanno continuato a venderla. Ora pagano, ma solo a chi ha avuto la pazienza di fargli causa.
Per tutti gli altri, rimane solo un MacBook con qualche tasto ballerino e la consapevolezza che, a volte, l'innovazione è solo un altro modo per venderti un prodotto difettoso a caro prezzo. La prossima volta, magari, provate a progettare qualcosa che funzioni. O è chiedere troppo?