Queer

Sorelle, satira e salvezza: perché Hunky Jesus è la faccia più pura del Pride

Sorelle, satira e salvezza: perché Hunky Jesus è la faccia più pura del Pride
🎧 Lettura ad alta voce dell’articolo

Ci sono tradizioni capaci di far indignare i benpensanti solo nominandole, e poi ci sono tradizioni che, dietro a strati di trucco, parrucche enormi e pizzo, nascondono un cuore politico e comunitario immenso. Se pensate che l'attivismo queer si faccia solo in giacca e cravatta ai tavoli delle istituzioni, preparatevi a fare un viaggio a San Francisco, dove la spiritualità incontra il burlesque nel modo più sacrosanto e oltraggioso possibile.

Sta facendo molto discutere, in senso assolutamente positivo, il nuovo documentario Hunky Jesus presentato al celebre festival cinematografico Frameline. La pellicola cronaca e celebra una delle tradizioni pasquali più assurde, rauche e radicate della Baia californiana, organizzata dalle mitiche Sisters of Perpetual Indulgence (le Suore della Perpetua Indulgenza). Si tratta di un contest annuale in cui la comunità elegge il "Gesù più sexy", mescolando ironia feroce, performance art e un'energia queer strabordante.

Sarebbe facile, per un occhio distratto, liquidare l'evento come una semplice provocazione di cattivo gusto o uno sberleffo gratuito alla religione. Ma il documentario fa un lavoro magistrale nello smontare questo pregiudizio, mostrandoci l'essenza vera del camp queer. Il camp, ovvero l'estetica dell'eccesso e della teatralità, non è mai solo un divertimento vuoto. Per decenni, è stato l'unica arma a disposizione di una comunità marginalizzata per rispondere alla violenza della società.

Quando le Suore della Perpetua Indulgenza (un ordine di suore drag che si dedica alla beneficenza e alla lotta contro l'AIDS fin dagli anni '70) organizzano l'evento Hunky Jesus, stanno operando un ribaltamento meraviglioso. Prendono i simboli di quelle stesse istituzioni religiose che per secoli hanno condannato le persone LGBTQ+ e li trasformano in strumenti di gioia, erotismo e accettazione. È satira allo stato puro, ma è anche una forma di guarigione spirituale.

Il documentario ci ricorda che questi eventi creano spazi sicuri. Mentre il mondo fuori giudica, emargina e ferisce, il parco di San Francisco si riempie di persone che ridono insieme, che esorcizzano i traumi subiti nelle parrocchie di provincia e che, soprattutto, raccolgono fondi enormi per aiutare i più vulnerabili. L'attivismo delle Sisters è tangibile: assistono i malati terminali, distribuiscono contraccettivi, educano alla prevenzione.

Hunky Jesus è una lezione su come si possa fare politica senza mai prendersi troppo sul serio, ricordandoci che il diritto al divertimento e all'irriverenza è una parte vitale della nostra lotta per l'uguaglianza. In un mondo che spesso ci chiede di essere composti e "assimilabili" per essere accettati, c'è qualcosa di profondamente liberatorio nell'osservare una folla queer che applaude l'eccesso. Amen.