Applausi, sorrisi e pacche sulle spalle. Che bella festa la sanità in piazza a Sora, nel salotto buono di Corso Volsci. Peccato sia solo una squallida messinscena, un'operazione di facciata mentre il vero ospedale, il SS. Trinità, affonda sotto il peso dell'incompetenza e dei tagli. Mentre l'amministrazione del sindaco Luca Di Stefano si vanta di portare 'la prevenzione tra la gente', i cittadini devono aspettare 18 mesi per una risonanza magnetica, o emigrare a Frosinone e Cassino per una visita specialistica che qui non è più disponibile.
Questa pagliacciata serve solo a nascondere la polvere sotto il tappeto. È l'elemosina di un sistema che ti nega il diritto alla cura nelle strutture che paghi con le tue tasse, ma ti offre un contentino in piazza per una foto sul giornale. La prevenzione si fa negli ospedali funzionanti, con personale e macchinari adeguati, non con un gazebo e una stretta di mano. È una vergogna che si celebri come un successo quello che è, a tutti gli effetti, il funerale della sanità pubblica ciociara.
I cittadini non sono stupidi. Sanno bene qual è la realtà, quella delle attese infinite al pronto soccorso e dei reparti accorpati, una situazione che abbiamo denunciato più volte, come nella nostra recente inchiesta. Fino a quando dovremo sopportare questo teatrino?