Ah, eccola qui. La solita fanfara, i comunicati stampa trionfali, le pacche sulle spalle. La Regione Campania annuncia il 'nuovo piano ospedaliero'. Più servizi sul territorio, dicono. Meno pressione sui pronto soccorso, giurano. Parole, parole, parole. Fumo negli occhi per cittadini stremati, costretti a navigare in un sistema sanitario che fa acqua da tutte le parti.
Mentre loro parlano di futuro, io parlo di oggi. Parlo delle file di ambulanze bloccate per ore davanti al Cardarelli di Napoli. Parlo dei reparti fatiscenti dell'ospedale di Salerno, dove i medici fanno i miracoli con mezzi da terzo mondo. Parlo delle liste d'attesa infinite, mesi, a volte anni, per una TAC o una visita specialistica, un lusso che solo chi può pagare il privato si può permettere.
E i 'servizi sul territorio'? Quali servizi? Quelli dei distretti sanitari con personale dimezzato, incapaci di rispondere alle esigenze di una popolazione che invecchia? Ci raccontano una favola, ma la realtà è un incubo. Ricordate i 50 milioni di euro stanziati due anni fa per le nuove apparecchiature diagnostiche? Che fine hanno fatto? Ve lo diciamo noi: sono svaniti nel buco nero della burocrazia e degli appalti infiniti, come documentato nella nostra precedente inchiesta.
Questo 'piano' è l'ennesima presa in giro. Carta straccia buona solo per la propaganda del politico di turno. La verità è che senza assunzioni massicce, senza investimenti veri e senza una lotta spietata agli sprechi, ogni piano è destinato a fallire. E a pagare, come sempre, saremo noi cittadini. Sveglia, Campania! Ci stanno vendendo il futuro mentre ci rubano il presente.