VERGOGNA. Non c'è altra parola per descrivere quello che sta accadendo alla sanità pubblica in Abruzzo. L'ultimo schiaffo in faccia ai cittadini arriva direttamente da chi dovrebbe essere la nostra prima linea di difesa: i medici di base. Sono allo stremo, sepolti da una burocrazia folle e lasciati senza strumenti per curarci. E chi governa? Tace. Anzi, peggio: si vanta.
Le agenzie battono la notizia, ma la realtà è molto più cruda di un semplice comunicato. A L'Aquila le liste d'attesa per una visita specialistica sono un insulto alla dignità umana. A Pescara gli ambulatori si svuotano di professionisti, in fuga verso il privato o la pensione anticipata. Nei presidi di Teramo e Chieti, i medici sono costretti a fare più i contabili che i clinici, annegando in scartoffie inutili mentre fuori la gente sta male.
E la Giunta Regionale? Impegnata in passerelle e tagli di nastri. Ci parlano di PNRR, di fondi mirabolanti, ma la verità è che il sistema sta implodendo per l'incapacità gestionale. Quanti milioni di euro sono stati sprecati in consulenze esterne e progetti faraonici mai partiti? Ve lo diciamo noi. Potete leggere i dati che la politica non vuole farvi vedere nel nostro dossier esclusivo sull'inefficienza sanitaria.
La Costituzione, a quanto pare, qui in Abruzzo è diventata carta straccia. Il diritto alla salute è un lusso per pochi. E mentre i nostri medici gridano aiuto, l'unica risposta che ricevono dai palazzi del potere è un silenzio assordante. Fino a quando dovremo sopportare?