Cronaca • Emilia-Romagna

SANITA' EMILIA-ROMAGNA, LA GRANDE FUGA: Ecco perché i nostri medici scappano e Bonaccini resta a guardare.

Mentre la politica si vanta di un'eccellenza che non esiste più, i nostri ospedali diventano gironi infernali e chi ci cura è pronto a gettare la spugna.

SANITA' EMILIA-ROMAGNA, LA GRANDE FUGA: Ecco perché i nostri medici scappano e Bonaccini resta a guardare.
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Sveglia, gente! La favoletta della sanità emiliana modello d'Italia sta crollando, e a pagare il conto siamo noi. Le agenzie battono una notizia che è una pugnalata al cuore del sistema: in Emilia-Romagna un medico su quattro sta pensando di levare le tende. Avete letto bene: uno su quattro! E l'80% di chi resta ha vissuto o sta vivendo il burnout. Non sono numeri, sono persone distrutte.

Sono i medici del Policlinico di Modena, gli infermieri del Maggiore di Bologna, gli operatori del Sant'Anna di Ferrara, costretti a turni massacranti, a stipendi da fame e a una burocrazia che uccide più delle malattie. E mentre loro crollano, il presidente Stefano Bonaccini e l'assessore Raffaele Donini cosa fanno? Tagliano nastri, sorridono alle telecamere e ci raccontano di investimenti fantasma.

La verità è sotto gli occhi di tutti: liste d'attesa infinite, pronto soccorso al collasso dove si aspettano anche 10 ore per una visita, reparti che chiudono per mancanza di personale. E loro ci parlano di 'case della comunità'? Ma quali case, se dentro non c'è nessuno a curarci? Andate a spulciare i bilanci milionari della sanità regionale, e poi chiedetevi dove finiscono i nostri soldi mentre i medici sono costretti a scappare. Questa non è inefficienza, è un insulto alla dignità dei lavoratori e alla salute dei cittadini. Vergogna.