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Salisburgo chiude alle auto: la dura lezione che dobbiamo imparare sulle città d'arte

Salisburgo chiude alle auto: la dura lezione che dobbiamo imparare sulle città d'arte
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C'è un'immagine ricorrente nelle vacanze di molti di noi: arrivare a destinazione, accendere il navigatore e pretendere di parcheggiare il nostro voluminoso SUV letteralmente a un metro e mezzo dalla piazza principale o dal monumento storico di turno.

Una comodità che per decenni abbiamo dato per scontata, ma che oggi le grandi mete turistiche non possono più sopportare. Il caso scoppiato in Austria è l'esempio perfetto di un cambiamento di rotta ormai inevitabile.

Come racconta The Guardian, la magnifica città di Salisburgo, perla dell'architettura barocca e patria di Mozart, ha preso una decisione drastica: a partire da luglio, vieta l'ingresso in auto nel centro storico alla maggior parte dei turisti giornalieri.

Per far rispettare la regola e ridurre il traffico impazzito, sono stati istituiti controlli severi e multe salate per chi cerca di fare il furbo.

Il motivo di questa scelta così radicale si riassume in una parola che abbiamo imparato a conoscere (e temere) molto bene: overtourism. L'eccesso di turismo stava soffocando la città.

Immaginate migliaia di auto che ogni giorno intasano vicoli pensati secoli fa per le carrozze, creando inquinamento, rumore e trasformando la passeggiata in un percorso a ostacoli tra lamiere e clacson.

È una situazione che uccide la bellezza del luogo e rovina la vita ai residenti. La soluzione proposta dall'amministrazione austriaca è civile e praticabile: l'uso intensivo del sistema park-and-ride.

I turisti lasciano l'auto in enormi parcheggi scambiatori situati fuori dal perimetro urbano e raggiungono il centro con navette elettriche frequenti o mezzi pubblici gratuiti. Ma perché questa notizia ci riguarda così da vicino?

Perché la lezione di Salisburgo è vitale per l'Italia, il Paese con la più alta concentrazione di città d'arte al mondo.

Da Firenze a Venezia (dove il problema sono i parcheggi di terra e i vaporetti sovraffollati), da Roma a Napoli, i centri storici stanno scoppiando. Dobbiamo cambiare il nostro modo di intendere il turismo.

La vacanza non è solo la foto davanti alla cattedrale scattata abbassando il finestrino. La vacanza è esplorazione lenta.

Lasciare l'auto fuori dal centro significa riappropriarsi del piacere di camminare, di scoprire una bottega nascosta in un vicolo secondario, di sentire i suoni veri della città senza il rombo dei motori in sottofondo.

Rispettare i divieti e usare i mezzi pubblici non è un dispitto che l'amministrazione ci fa, ma l'unico modo per garantire che quelle piazze meravigliose resistano intatte anche per le generazioni future.