Siamo abituati a pensare al cambiamento climatico come a un problema enorme, astratto, fatto di orsi polari e ghiacciai che si sciolgono in terre lontanissime.
Eppure, il clima ha un modo molto subdolo e diretto di farsi notare nelle nostre vite: colpisce esattamente dove ci fa più male, ovvero nel piatto che mettiamo in tavola.
In una CONTINUA_INCHIESTA sui disagi climatici di questa estate torrida, emerge una minaccia silenziosa che sta mettendo in ginocchio una delle culle della gastronomia italiana.
Un approfondito reportage di Reuters ha acceso i riflettori su ciò che sta accadendo nel delta del fiume Po. A causa della siccità e del calo della portata del fiume, si sta verificando un fenomeno tanto affascinante quanto devastante: il cuneo salino.
In parole povere, il fiume non ha più la forza di spingere le sue acque dolci verso l'Adriatico, e così l'acqua salata del mare ne approfitta, risalendo l'alveo del Po per decine di chilometri verso l'entroterra.
Se pensate che questo sia un problema solo per i pesci, vi sbagliate di grosso. L'acqua salata che si infiltra nelle falde brucia la terra e distrugge i raccolti. Il delta del Po non è solo un bellissimo parco naturale, è il granaio d'Italia.
Questa risalita marina sta minacciando direttamente le coltivazioni di riso e mais, ma anche di soia, girasoli e frutteti. Le pompe che solitamente prelevano l'acqua dolce per irrigare i campi, ora pescano acqua salmastra, avvelenando letteralmente le colture.
Tutto questo si traduce in una reazione a catena che va dal campo al piatto. Se il raccolto del celebre riso Carnaroli o Arborio (quello del vostro risotto perfetto) crolla, l'offerta diminuisce.
E quando l'offerta diminuisce, i prezzi sugli scaffali del supermercato schizzano alle stelle.
Lo stesso vale per il mais, che non serve solo per la polenta, ma è la base dell'alimentazione animale: un aumento del costo del mais si riverserà sul costo della carne, del latte e dei formaggi.
La cucina italiana è fatta di ingredienti poveri e accessibili, ma la crisi idrica rischia di trasformare un piatto di risotto in un bene di lusso. Questo ci deve spingere a un consumo ancora più consapevole.
Dobbiamo imparare a evitare gli sprechi, a valorizzare i prodotti alternativi nei momenti di crisi e a supportare, per quanto possibile, i produttori locali che stanno lottando contro un nemico invisibile.
La prossima volta che farete la spesa, ricordate che il prezzo di quel pacco di riso è stato deciso da quanto il mare si è spinto dentro la nostra terra.