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Minions & Monsters: quando il cartone animato strizza troppo l'occhio agli adulti

Minions & Monsters: quando il cartone animato strizza troppo l'occhio agli adulti
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Andare al cinema a vedere un film d'animazione con i bambini, fino a qualche decennio fa, era un'esperienza semplice: loro si divertivano guardando animali parlanti che cadevano in modo buffo, e gli adulti sopportavano pazientemente aspettando i titoli di coda. Poi è arrivata una rivoluzione narrativa che ha cambiato tutto, inserendo livelli di lettura multipli per accontentare tutti. Ma forse, con l'uscita di Minions & Monsters, ci siamo spinti un po' troppo in là.

Una recente recensione pubblicata da AP News descrive questo nuovo, caotico capitolo animato come un gigantesco e frenetico omaggio a Hollywood in giallo. La pellicola è letteralmente infarcita di rimandi, parodie di vecchi classici, battute metacinematografiche e strizzatine d'occhio che solo chi mastica pellicole da vent'anni può cogliere. Ed è qui che si apre una riflessione interessante su cosa stiano diventando oggi le pellicole d'animazione.

Gli sceneggiatori sanno benissimo che chi paga il biglietto (e compra i popcorn) sono gli adulti, e cercano in ogni modo di non farli annoiare. Ma a furia di inserire citazioni da cinefili e gag sofisticate sulla cultura pop degli anni '80 e '90, si corre il rischio di perdere per strada il vero pubblico di riferimento: i bambini. I più piccoli vogliono colori, risate genuine, storie comprensibili e personaggi in cui immedesimarsi, non certo una satira sui cliché del cinema d'azione che li lascia con un punto di domanda stampato in faccia.

Il risultato è un film per famiglie che finisce per soffrire di una crisi d'identità. Da una parte ci sono i ragazzini che si distraggono perché non capiscono i riferimenti colti; dall'altra ci sono i genitori stanchi, che magari volevano solo staccare il cervello per un'ora e mezza e invece si ritrovano a dover fare la decodifica di un'opera postmoderna travestita da cartone animato.

L'ironia di fondo è che opere come i Minions sono nate proprio per il loro appeal universale e primordiale: esserini gialli che parlano una lingua incomprensibile e combinano disastri. Il tentativo di elevarli a critici cinematografici ironici rischia di rompere la magia della semplicità.

Sia chiaro, nessuno chiede di tornare a storie piatte e noiose. Ma forse Hollywood dovrebbe ricordare che a volte una torta in faccia o uno scivolone su una buccia di banana funzionano meglio di cento citazioni d'autore. Soprattutto quando il tuo pubblico ha otto anni e ha solo voglia di farsi una bella, grassa risata senza dover consultare un'enciclopedia del cinema.