E così, dal cilindro magico di Mark Zuckerberg, esce l'ennesima genialata per 'proteggerci'. Si chiama 'Scudo di Sicurezza Proattivo' e, sulla carta, è meraviglioso: un'intelligenza artificiale che scansiona i vostri messaggi privati su Instagram e Messenger per intercettare truffe, bullismo e contenuti 'pericolosi'. Peccato che sia il più classico dei cavalli di Troia.
La chiamano sicurezza, ma si legge profilazione di massa. Ogni parola, ogni emoji, ogni link che scambiate in una chat che credevate privata diventerà carburante per i loro algoritmi pubblicitari. Vi sentite depressi? Ecco la pubblicità di uno psicologo. Parlate di un acquisto importante? Preparatevi a un bombardamento di offerte. Non è protezione, è un'operazione di estrazione dati senza precedenti, mascherata da buonismo digitale.
D'altronde, da un'azienda con precedenti come lo scandalo Cambridge Analytica, cosa potevamo aspettarci? La strategia è sempre la stessa: creare un bisogno inesistente per giustificare una violazione della privacy sempre più profonda. Vendono la nostra intimità spacciandola per un servizio premium.
Mentre le autorità di regolamentazione dormono sonni tranquilli, a noi non resta che prendere atto dell'ennesima fregatura. Siamo diventati il prodotto e la cavia di un esperimento sociale che non abbiamo mai accettato di iniziare. Se volete capire quanto valgono i vostri diritti digitali, fatevi un giro sul sito della Electronic Frontier Foundation. Ma fate in fretta. Presto Meta potrebbe lanciare un'IA per 'suggerirvi' cosa pensare.