Fermi tutti: a Torino non si parla solo di eventi, vetrine e polemiche locali. Stavolta il nome che spunta è quello di Marco Gabriele Gay, presidente del Consiglio Generale dell’Unione Industriali Torino, che ha rilanciato un messaggio molto netto: Torino e il Piemonte hanno una grandissima vocazione all’internazionalizzazione.
Il punto non è folcloristico, e nemmeno da salotto buono: è economico. La Regione Piemonte ha messo sul tavolo un nuovo ciclo dei Progetti integrati di Filiera 2026-2029, con una dotazione da 27 milioni di euro per accompagnare le Pmi sui mercati internazionali. Tradotto: più fiere, più incontri B2B, più supporto operativo, più tentativi di portare fuori dai confini nazionali le eccellenze piemontesi.
E poi chiuderei con una battuta sì, ma meno rischiosa:
A Torino la rivoluzione non passa solo dai grandi slogan: passa anche da export, filiere, imprese piccole che vogliono diventare grandi e una domanda semplice: il Piemonte vuole restare provincia elegante o giocarsela davvero nel mondo?
