Sveglia, Lombardia! L'ultimo allarme lanciato dalla UIL non è una notizia, è una sentenza di morte per il nostro diritto alla salute. 'Liste d’attesa insostenibili, sistema a punto di rottura'. Ma quale punto di rottura? Qui è già tutto in frantumi, e a raccogliere i cocci siamo noi, cittadini trattati come numeri, come scarti.
Mentre l'assessore Guido Bertolaso e il presidente Attilio Fontana si pavoneggiano parlando di 'eccellenza', la realtà è un anziano di Bergamo che aspetta 18 mesi per una risonanza magnetica, una madre di Brescia che non trova un pediatra, un lavoratore di Milano costretto a svenarsi nel privato per una visita che gli spetterebbe di diritto. Questa non è eccellenza, è un insulto.
E i soldi? Dove finiscono i nostri soldi? Invece di abbattere le liste d'attesa, li vediamo sperperati in consulenze milionarie e appalti opachi. È uno scandalo a cielo aperto, una vergogna che grida vendetta. Ci raccontano la favola della sanità pubblica mentre, con l'altra mano, la smantellano pezzo per pezzo per favorire i soliti amici. Leggete il nostro dossier completo se avete ancora lo stomaco per farlo.
Basta chiacchiere. Vogliamo risposte. Vogliamo che i responsabili di questo disastro vengano messi di fronte alle loro colpe. La nostra salute non è merce di scambio. La nostra pazienza è finita.