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Lombardia, medico anche per chi è senza dimora: la legge che parla di salute e dignità

Lombardia, medico anche per chi è senza dimora: la legge che parla di salute e dignità
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C'è un cortocircuito burocratico nel sistema sanitario italiano che per anni ha causato danni incalcolabili alle fasce più fragili ed esposte della società: per avere assegnato un medico di base, è obbligatorio avere una residenza formale. Ma cosa succede se la tua casa è una panchina della Stazione Centrale di Milano o un dormitorio temporaneo? Semplice: il sistema ti rende un fantasma, negandoti il diritto primario all'assistenza sanitaria di base. Oggi, però, la Lombardia ha deciso di sanare questa ferita, approvando un provvedimento di profondo spessore civico.

Il Consiglio Regionale lombardo ha infatti approvato una legge che garantisce finalmente il medico ai cittadini senza fissa dimora. È un traguardo storico che ribalta l'assunto per cui la salute è condizionata dall'avere un indirizzo sulle carte d'identità. D'ora in poi, chi vive ai margini, i cosiddetti "clochard" o invisibili, potrà essere preso in carico dal Servizio Sanitario Regionale con l'assegnazione di un medico di medicina generale.

L'impatto di questa legge regionale sulla vita reale di queste persone è incommensurabile. Il diritto alla salute torna a essere universale, non solo sulla carta costituzionale. Avere un medico di base significa poter curare una banale bronchite prima che diventi una polmonite letale; significa poter ricevere prescrizioni per farmaci salvavita; significa, in sintesi, essere trattati come esseri umani che hanno diritto alla dignità e alla cura.

Ma, attenzione, questo provvedimento porta enormi benefici anche a tutta la collettività lombarda e al sistema sanitario stesso. Fino a oggi, le persone senza fissa dimora, non potendo farsi visitare in ambulatorio per piccoli malanni, finivano per rivolgersi ai Pronto Soccorso solo quando le loro condizioni diventavano gravissime. Questo comportava sofferenze atroci per loro, e costi altissimi e sovraffollamento per i reparti di emergenza degli ospedali.

Assegnare un medico ai senza fissa dimora significa quindi fare prevenzione e razionalizzare le risorse pubbliche. È la dimostrazione che l'efficienza di una regione ricca e complessa come la Lombardia non si misura solo dal PIL o dai grattacieli, ma dalla cura che riserva all'ultimo dei suoi cittadini. Una lezione di civiltà che andrebbe replicata rapidamente in tutto il resto d'Italia.