Amori

Le app di dating mi hanno svuotato: sono io il problema o è il sistema?

Le app di dating mi hanno svuotato: sono io il problema o è il sistema?
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La lettera

Cara redazione di NotizieGaie,

vi scrivo in un momento di totale sconforto sentimentale. Da tre anni la mia vita romantica ruota attorno alle app di incontri. Ho scaricato Bumble, Tinder, Hinge, perfino quelle più di nicchia. Ho pagato gli abbonamenti premium per vedere chi mi aveva messo like, ho passato ore a scegliere le foto giuste, ho swipato a destra e a sinistra fino a farmi venire i crampi al pollice. Eppure, il risultato è desolante. Qualche appuntamento tiepido, molta gente che sparisce all'improvviso (il famoso ghosting), chat che iniziano e finiscono nel nulla. Più uso queste app per cercare una connessione, più mi sento irrimediabilmente solo. Sento che tutti intorno a me riescono a trovare la quadra, tranne me. Sono diventato cinico, intollerante e stanco. Vi chiedo: sono io il problema? C'è qualcosa di rotto nel mio modo di pormi, o è possibile che queste app non funzionino davvero?

Con affetto e molta stanchezza, M.

Risponde la redazione

Caro M., vogliamo dirtelo subito, a chiare lettere e con tutto l'affetto di cui siamo capaci: non sei tu il problema. Quello che descrivi ha un nome clinico e sociale ben preciso, si chiama "dating fatigue" (la stanchezza da appuntamenti digitali), ed è una vera e propria epidemia che sta colpendo milioni di persone in tutto il mondo.

Per rassicurarti sul fatto che il cortocircuito non sia nella tua testa, ti diamo una notizia che arriva dai mercati finanziari. Secondo fonti riportate da Reuters, persino Bumble — una delle app di incontri più famose e un tempo inarrestabili — sta vivendo un momento di profonda crisi. L'azienda starebbe valutando una vendita a causa di un drastico rallentamento della crescita e di un calo degli utenti paganti. Questo significa una cosa sola: le persone, proprio come te, sono sfinite. Il mercato del dating digitale sta crollando sotto il peso delle sue stesse promesse non mantenute.

Queste piattaforme, M., non sono progettate per farti trovare l'amore della tua vita al primo colpo e farti cancellare l'app. Sono progettate, come i videogiochi o le slot machine, per tenerti incollato allo schermo, pagando abbonamenti per sbloccare funzioni esclusive, in una ricerca compulsiva del "match perfetto" che è sempre un clic più in là. Ci hanno trasformato in prodotti a scaffale, da scartare in frazioni di secondo in base a un'angolazione del viso sbagliata. È normale e sanissimo sentirsi svuotati e più soli di prima in un sistema del genere.

Il cinismo che provi non è un tuo difetto caratteriale, è una reazione di difesa. Ma non lasciare che questa disillusione digitale ti precluda la bellezza degli incontri. Il nostro consiglio? Fatti un regalo enorme: cancella le app per un mese. Prenditi una vera vacanza dal mercato della carne virtuale.

Usa quel tempo, quelle ore prima spese a swipare, per fare piccoli esperimenti offline. Iscriviti a un corso che ti interessa (ceramica, un gruppo di lettura queer, teatro, arrampicata), fai volontariato, vai a un evento da solo e sforzati di sorridere a uno sconosciuto. Non con l'ansia di trovare un partner, ma con il desiderio di riabituarti agli incontri dal vivo. Ricorda al tuo cervello quanto è bello sentire il tono di voce di una persona, percepire la chimica spontanea e vivere un momento reale, senza filtri.

L'amore esiste, ed è molto più probabile inciamparci guardando avanti, per strada, piuttosto che abbassando lo sguardo su uno schermo luminoso.

E voi, avete mai provato la dating fatigue? Siete riusciti a trovare l'amore tornando nel mondo reale? Scriveteci le vostre esperienze e le vostre domande tramite la nostra pagina Contatti. Siamo qui per ascoltarvi.