Queer

La nuova primavera del Budapest Pride: quando una marcia cambia l'aria di un Paese

La nuova primavera del Budapest Pride: quando una marcia cambia l'aria di un Paese
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Ci sono manifestazioni che sono feste colorate, e manifestazioni che assomigliano a profondi respiri di sollievo collettivo dopo essere stati a lungo sott'acqua. Quello che è andato in scena per le strade della capitale ungherese appartiene sicuramente alla seconda categoria. Per capire il valore emozionale di questa giornata, bisogna guardare non solo alle bandiere arcobaleno, ma al peso della storia recente che si portano dietro.

Secondo quanto riportato da Reuters, più di 10.000 persone si sono riversate nelle piazze per partecipare al primo Pride dopo Orban, ovvero la prima grande marcia dalla sconfitta elettorale dello storico leader ultraconservatore. Per un decennio, Viktor Orban e il suo governo hanno utilizzato la comunità queer come capro espiatorio per le loro battaglie ideologiche. Ricordiamo bene le ferite inferte: le leggi che vietavano la "promozione dell'omosessualità" tra i minori (sulla scia del modello russo), il blocco delle adozioni, il divieto di rettifica anagrafica per le persone trans e una retorica ostile che legittimava l'omofobia di Stato.

Camminare oggi per le strade di Budapest ha un sapore completamente diverso. Le testimonianze dei partecipanti, raccolte dalle agenzie internazionali, parlano di un'atmosfera piu libera, di una leggerezza che da anni non si percepiva. L'assenza di contro-manifestazioni massicce e aggressive o di barricate di polizia in tenuta antisommossa è il segno tangibile che il clima politico e sociale si sta finalmente disgelando.

Tuttavia, all'interno della comunità, c'è molta consapevolezza e poco spazio per un cieco trionfalismo. Aver cambiato governo è il primo, fondamentale passo, ma smantellare un intero impianto legislativo discriminatorio richiederà tempo e tanta, tanta pazienza. I diritti LGBTQ+ negati in questi anni vanno ricostruiti da zero, passando per i dibattiti parlamentari, le sentenze dei tribunali e, soprattutto, un profondo lavoro culturale per curare le fratture create nella società civile.

Il Budapest Pride di quest'anno ci consegna un messaggio potente: nessun regime o governo, per quanto autoritario e radicato, può sopprimere per sempre il desiderio di uguaglianza e di libertà di un popolo. Le piazze ungheresi festeggiano una liberazione, sapendo bene che non tutto e risolto, ma avendo finalmente la certezza che il vento, in Europa Centrale, è tornato a soffiare nella giusta direzione. E per chi ha vissuto anni nell'ombra, questo nuovo sole è già una grandissima vittoria.