Avete finalmente chiuso la valigia, prenotato l'hotel, fatto il check-in online e siete pronti a godervi le meritate vacanze.
Arrivate in aeroporto sognando il duty-free e un caffè rilassante prima dell'imbarco, ma vi ritrovate davanti a un serpentone umano infinito, fermo, immobile.
Benvenuti nell'estate 2026, dove la burocrazia tecnologica rischia di diventare il vero ostacolo tra voi e la spiaggia. Il Guardian ha lanciato l'allarme sulle nuove procedure di ingresso e uscita nell'area Schengen, il cosiddetto Entry/Exit System (EES).
Se viaggiate verso o da Paesi extra-Schengen (come il Regno Unito, a causa della Brexit, ma anche Stati Uniti o altre mete internazionali), vi scontrerete con i nuovi controlli biometrici.
Ma di cosa si tratta esattamente, e perché stanno causando code in aeroporto degne di un girone dantesco? Fino a ieri, il controllo passaporti prevedeva un agente che guardava la vostra faccia, timbrava il libretto e vi faceva passare.
Oggi, il sistema digitale EES richiede la raccolta dei vostri dati biometrici: questo significa farsi scannerizzare le impronte digitali e farsi scattare una fotografia facciale ad alta risoluzione al primo ingresso.
L'obiettivo dell'Unione Europea è nobile: aumentare la sicurezza, prevenire l'immigrazione clandestina, stanare chi supera i 90 giorni di visto e combattere il furto di identità. Il problema è puramente pratico.
Registrare le impronte e il volto di centinaia di migliaia di turisti in piena estate, spesso tramite macchinari che fanno i capricci, sta dilatando i tempi di controllo in modo spaventoso.
Alcune associazioni di categoria e governi locali hanno addirittura chiesto la sospensione del sistema per non far collassare il traffico aereo estivo.
A questo si aggiungono i legittimi timori sulla privacy dei viaggiatori: a chi finiscono i nostri dati facciali? L'UE rassicura che il database è blindatissimo e i dati vengono cancellati dopo tre anni (o cinque per gli irregolari), ma il tema resta caldo.
Cosa fare per evitare che la vacanza inizi con un attacco di nervi? La regola numero uno è: arrivate in aeroporto con larghissimo anticipo. Dimenticatevi le due ore canoniche, se viaggiate fuori da Schengen calcolatene almeno tre.
Assicuratevi che il vostro passaporto elettronico sia in condizioni perfette (nessuna piega sul chip) per evitare intoppi ai tornelli automatici.
Infine, armatevi di santa pazienza: scaricate un film in più sul tablet, portatevi dell'acqua e ricordate che arrabbiarsi con il personale di terra non farà andare più veloce lo scanner delle impronte. Buon (lento) viaggio!