Soldi

Il grande divorzio di Comcast e NBCUniversal: come cambia il mondo dello streaming

Il grande divorzio di Comcast e NBCUniversal: come cambia il mondo dello streaming
🎧 Lettura ad alta voce dell’articolo

Nel mondo dorato e spietato dei media, i matrimoni e i divorzi aziendali non sono solo gossip per analisti di Wall Street, ma terremoti che cambiano direttamente quello che vediamo in tv, quanto paghiamo per gli abbonamenti e come giochiamo nel tempo libero. L'ultima scossa in ordine di tempo è di quelle che lasciano il segno: Comcast, il colosso americano delle telecomunicazioni, ha deciso di separarsi dal suo braccio operativo dedicato all'intrattenimento.

Come riportato da Reuters, Comcast avvierà uno spinoff (ovvero una scissione societaria vera e propria) che separerà le reti a banda larga e la connettività da colossi dell'intrattenimento come NBCUniversal e la piattaforma europea Sky. In pratica, chi vi porta il cavo di internet in casa non sarà più sotto lo stesso tetto di chi produce i film e i programmi che guardate su quel cavo. Ma perché i giganti dei media, che per anni hanno cercato di comprarsi a vicenda per diventare immensi, ora sentono il bisogno di dividersi?

La parola magica, e problematica, è una sola: streaming. Fino a qualche anno fa, la strategia era quella del "supermercato": ti vendo l'abbonamento internet, la tv via cavo, l'accesso al parco divertimenti Universal e i canali all-news. Ma il modello di business è collassato. Piattaforme native come Netflix hanno cambiato le regole del gioco, costringendo questi pachidermi a investire miliardi (spesso indebitandosi) per lanciare le proprie app proprietarie, come Peacock.

Oggi, i grandi conglomerati media sotto pressione si rendono conto che tenere insieme settori così diversi crea solo confusione e zavorra i conti finanziari. Separare NBCUniversal significa creare una società più agile, capace di muoversi velocemente sul mercato. Una società libera di siglare accordi per film e serie tv senza conflitti di interesse, o di investire pesantemente nei parchi a tema e, come suggeriscono le indiscrezioni, nel lucroso mercato dei videogiochi. Non a caso, le collaborazioni tra Universal e giganti videoludici come Nintendo (pensiamo al successo mondiale del film di Super Mario e ai nuovi parchi a tema) sono le vere miniere d'oro del futuro.

Per noi consumatori, questo grande rimescolamento finanziario avrà effetti pratici. Potremmo assistere a nuove fusioni tra piattaforme di streaming per combattere il monopolio di Netflix, a pacchetti di abbonamento ridisegnati e, si spera, a contenuti di qualità superiore spinti dalla concorrenza spietata di aziende che ora devono sopravvivere unicamente sulle proprie gambe.

Il mercato dell'intrattenimento sta facendo la muta. Le grandi compagnie si svestono della pelle vecchia per provare a rincorrere i nostri gusti, sempre più fluidi, esigenti e frammentati. Preparatevi, perché la guerra per il nostro tempo libero è appena ricominciata.