Cresciamo con la rassicurante illusione che, una volta conquistato, un diritto civile sia inciso nella pietra. Ma la storia recente ci sta insegnando una lezione molto più amara: i diritti si possono smantellare, un pezzo alla volta, nel silenzio delle aule di tribunale. E quello che sta accadendo negli Stati Uniti nei confronti della comunità transgender è un campanello d'allarme che dovrebbe risuonare forte anche qui in Europa.
Un'attenta analisi pubblicata da Reuters ha messo in luce un cambiamento radicale nell'orientamento della Corte Suprema USA. Dopo anni in cui il massimo organo giudiziario americano sembrava aver allargato le maglie dell'inclusione, oggi i diritti trans stanno subendo una preoccupante battuta d'arresto. Con una maggioranza ormai solidamente conservatrice, la Corte ha iniziato a emettere decisioni (o a rifiutarsi di intervenire, lasciando in vigore divieti statali) che colpiscono duramente la vita quotidiana delle persone transgender.
Non stiamo parlando di dibattiti filosofici astratti, ma di questioni estremamente pratiche e vitali. Parliamo dello sport scolastico, dove le ragazze trans vengono bandite dalle competizioni femminili con la scusa di una presunta "tutela" biologica. Parliamo del divieto di accesso alle cure mediche di affermazione di genere per i minori, cure che le maggiori associazioni pediatriche americane definiscono salvavita. E parliamo persino di questioni burocratiche, come le restrizioni sui marcatori di genere nei passaporti.
Queste decisioni stanno creando un'America a due velocità. In alcuni Stati, i ragazzi trans possono esistere liberamente; in altri, sono costretti a nascondersi o a fuggire con le proprie famiglie. Gli avvocati per i diritti civili stanno faticando a trovare sponde legali solide, vedendo spesso respinti i ricorsi basati sulla Equal Protection Clause, il principio costituzionale che dovrebbe garantire a tutti i cittadini la stessa protezione davanti alla legge.
Perché tutto questo ci riguarda da vicino? Perché la retorica usata oltreoceano per limitare l'autonomia corporea delle persone trans viene sistematicamente importata in Europa dai movimenti ultra-conservatori. Quando si stabilisce il principio che lo Stato o un tribunale possano decidere chi sei, come devi chiamarti e a quali cure mediche puoi accedere, si apre una falla enorme nei diritti umani fondamentali.
Dietro le sentenze della Corte Suprema USA ci sono vite vere: adolescenti che vogliono solo giocare a pallavolo con le amiche, genitori terrorizzati all'idea di essere accusati di abusi per aver supportato l'identità dei propri figli, adulti che non riescono a viaggiare sereni. Non sono battaglie ideologiche, sono lotte per la pura e semplice sopravvivenza. E in questa lotta, nessuno può permettersi di girare lo sguardo dall'altra parte.