La lettera
Cara redazione di NotizieGaie,
vi scrivo perché mi sento in colpa, ma allo stesso tempo mi sento stupida per questo senso di colpa. Ho iniziato a chattare con un ragazzo che mi piace davvero tantissimo. È brillante, divertente e scrive messaggi lunghi e articolati. Io, per natura, vado nel panico. Ho il terrore di sembrare banale, di dire la cosa sbagliata o di non cogliere l'ironia. Così, nelle ultime due settimane, ho iniziato a usare un bot di intelligenza artificiale. Gli copio i messaggi di lui e gli chiedo di formularmi una risposta che sia "spiritosa ma dolce". Poi prendo il risultato, lo aggiusto un po' e glielo invio. Lui è entusiasta della nostra connessione intellettuale e presto ci vedremo dal vivo. Ma io ho il terrore. Ho usato l'AI per scrivere a una persona che mi piace, ora mi sento falsa: e barare? Sto creando un'aspettativa su una me che non esiste? Aiutatemi.
G.
Risponde la redazione
Cara G., fai un bel respiro e posa per un momento lo smartphone. Non sei né la prima né l'ultima a trovarsi incastrata in questo moderno dramma shakespeariano. Come racconta un recente approfondimento di AP News, l'uso dei chatbot nel mondo del dating online sta letteralmente esplodendo. Le persone usano l'AI per scrivere i profili, rompere il ghiaccio o persino per analizzare il tono dei messaggi ricevuti. Insomma, l'intelligenza artificiale è diventata il nuovo, infallibile Cirano de Bergerac del ventunesimo secolo.
Quindi no, non sei un "mostro" di falsità, sei semplicemente una ragazza che ha usato uno strumento per arginare una fortissima ansia da prestazione. Il desiderio di piacere, soprattutto all'inizio di una conoscenza, ci fa fare cose folli. Una volta chiedevamo alle amiche di comporre il messaggio perfetto, oggi lo chiediamo a un software.
Tuttavia, c'è un confine molto netto da tracciare, e gli psicologi e gli esperti di relazioni sono d'accordo su questo punto: farsi aiutare non significa farsi sostituire. Usare un bot per riordinare le idee o superare il blocco della pagina bianca è un conto. Delegare a una macchina la tua ironia, i tuoi sentimenti e il tuo modo di vedere il mondo, è un altro.
L'autenticita non è fatta di frasi perfette, calcolate al millimetro da un algoritmo che pesca da milioni di testi su internet. L'autenticità è inciampare, è mandare un messaggio leggermente goffo, è far vedere all'altro i tuoi piccoli difetti. L'uomo con cui stai chattando si sta innamorando dell'idea di una ragazza infallibile. Ma le persone infallibili, cara G., alla lunga sono noiosissime.
In vista del vostro appuntamento dal vivo, devi fare un atto di coraggio: stacca la spina. Smetti di usare il bot oggi stesso. Inizia a rispondere con la tua voce. Se lui è il ragazzo intelligente che descrivi, apprezzerà molto di più una tua esitazione genuina che la fredda perfezione di una macchina. E quando vi vedrete, potresti persino usare questa storia per rompere il ghiaccio: "Sai, all'inizio ero così in ansia di piacerti che mi sono fatta aiutare dalla tecnologia, ma ora voglio che tu conosca la vera me". Sarà un momento di vulnerabilità dolcissimo. Credi in te stessa: sei molto più interessante di qualsiasi intelligenza artificiale.
E a voi lettori, è mai capitato di ricorrere a questi "trucchetti" digitali per fare colpo? Avete dubbi, storie o disastri sentimentali da condividere? Non tenetevi tutto dentro: scrivici tramite Contatti. La nostra redazione e sempre qui per leggervi e rispondervi con attenzione.