Lo schiaffo è arrivato. Forte, sonoro, umiliante. Mentre gli albergatori e i bagnini di Rimini, Riccione, Cattolica e di tutta la nostra martoriata riviera cercano di salvare il salvabile da una stagione già difficile, la Giunta Regionale dell'Emilia-Romagna cosa fa? Decide di riaprire le scuole il 31 agosto. Avete letto bene. Una data che suona come una condanna a morte per chi vive di turismo.
Chi ha partorito questa genialata? Quale burocrate strapagato, chiuso nel suo ufficio con l'aria condizionata a Bologna, ha pensato che fosse una buona idea rubare l'ultima, cruciale settimana di lavoro a migliaia di famiglie? Parliamo di una perdita secca stimata in centinaia di milioni di euro per l'intero comparto. Un massacro economico servito su un piatto d'argento.
E i nostri sindaci? Il primo cittadino di Rimini, Jamil Sadegholvaad, e i suoi colleghi della costa, dov'erano mentre si consumava questo scempio? Dormivano? Erano troppo occupati a tagliare nastri e a fare comparsate? La delibera con il calendario scolastico, un vero e proprio atto d'accusa contro il buon senso, è pubblica e potete leggerla qui, nero su bianco.
Questa non è inefficienza, signori. Questa è la deliberata volontà di affossare un settore vitale per la nostra terra. Oggi non protestano solo gli albergatori. Oggi protesta chiunque abbia a cuore il futuro dell'Emilia-Romagna, contro l'arroganza di una politica sorda e cieca.